Davide Modica architetti Siracusa
 
   
 

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SICILIARCHITETTURA 06

19/12/2006
a cura di
DOMENICO COGLIANDRO
LUIGI PRESTINENZA PUGLISI
FRANCO PORTO
UGO ROSA

PRESENTAZIONE A PALERMO: 27 maggio 2006 - consegna premio EXPA

PRESENTAZIONE A CATANIA:
Museo Villa Fortuna, Lungomare dei Ciclopi dal 25 al 31 luglio 2006
L’Istituto Nazionale di Architettura - IN/ARCH Sicilia e EXPA Galleria di Architettura, sotto il
patrocinio del Comune di Acicastello, oggi 25 luglio 2006 alle ore 20,00, presso il Museo
Villa Fortuna in Acitrezza (Acicastello – CATANIA) lungomare dei Ciclopi, inaugurano la Mostra SICILIARCHITETTURA, rassegna di progetti di architettura contemporanea di progettisti siciliani under 30 ed under 40.

PRESENTAZIONE A FIRENZE:
dal 14 al 30 novembre 2006 presso l'Università degli studi di Firenze - galleria SESV - piazza ghiberti 27: tavola rotanda con Giovanni Bartolozzi, Marco Brizzi, Tiziano Di Cara, Paolo Ferrara, Flaviano Lorusso, Marco Navarra, Mimesi 62, Franco Porto, Giuseppe Romano, Antonio Saggio

Quando abbiamo pensato di promuovere il concorso SiciliArchitettura avevamo molti dubbi. Avevamo, infatti, il timore di ricevere pochi progetti oppure di trovarne, tra quelli pervenuti, un secreto numero di qualità – per usare un eufemismo – non eccelsa. Abbiamo pensato però che occorreva correre il rischio perché, prima d’allora, non era mai avvenuta una ricognizione su scala regionale e, se non l’avessimo mai fatta, non avremmo mai potuto avere dati sullo stato di salute effettivo dell’architettura in Sicilia.
I risultati sono stati, a mio avviso, sorprendentemente positivi sia per l’alto numero dei partecipanti sia per la buona qualità dei lavori pervenuti. Ciò ha dimostrato che, dopo un periodo durato qualche decennio in cui sembrava che dalla Sicilia non emergesse nulla di buono se non qualche noioso progetto di scuola, sta formandosi una nuova generazione d’architetti attenti a quanto avviene nel resto del mondo. Probabilmente ciò è dovuto a quello che oramai da molti commentatori è stato definito il fenomeno Erasmus, un programma europeo che ha portato i nostri studenti a viaggiare, a confrontarsi con la produzione di architetti di altre nazionalità, ad attivare partnership transnazionali. Ma anche da un nuovo e sempre più diffuso clima culturale, favorito da internet, della diffusione di riviste internazionali quali El Cropuis, dai voli a basso costo (oggi costa meno andare da Palermo a Barcellona che da Palermo a Roma) e da molti altri tipi di scambi culturali che hanno reso il mondo più piccolo e le isole meno isolate.
Non è un caso, quindi, che tra architetti cha a SiciliArchitettura hanno ottenuto le più positive segnalazioni, da parte della giuria prima e poi da parte del pubblico, ci sia chi collabora con Nouvel, chi vive parte della sua vita in Spagna – dove tra l’altro si è formata una vasta comunità di architetti italiani -, chi ha studio a Londra. A questo punto qualcun storcerà la bocca pensando a un’architettura globalizzata, lontana dalle radici, poco aderente alla realtà locale. Invece, mi sembra che il miracolo sia che la gran parte di questi progettisti, pur aderendo a una ricerca continentale, non perda mai di vista le specificità dei luoghi e dei contesti. Naturalmente senza cadere nel folklore e in quella insopportabile retorica della mediterraneità che ci portiamo dietro almeno dai tempi del fascismo e che ancora circola in un certo sentire accademico.
La seconda nota positiva è che la mostra ha avuto un successo inaspettato di pubblico. Sia a Palermo dove, il giorno della premiazione, la galleria Expa letteralmente scoppiava, sia a Catania dove la mostra è stata portata grazie all’impegno dell’InArch Sicilia. Ciò testimonia due cose.
La prima è che in Sicilia c’è una crescente domanda di architettura. La seconda è che in questo momento Expa e InArch stanno assumendo una positiva leadership, diventando una valida alternativa ai tradizionali canali di diffusione dell’architettura. Ho saputo che mentre la mostra girerà le altre città, è partita la seconda edizione di SiciliArchitettura. Sono previsti alcuni aggiustamenti, per esempio sulle soglie d’età. Da parte mia credo che sia giusto bypassare gli steccati generazionali e cominciare a pensare ai premi aperti a tutti, magari prevedendo qualche particolare segnalazione per dare una mano ai più giovani ad emergere.
Spero ci si avvii verso questa direzione.
Luigi Prestinenza Puglisi – Comitato Scientifico SiciliArchitettura 2006



    

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